UnDeR the StarRy Sky

una finestra sospesa tra le nuvole e le stelle

this is...

a good time for a change.



please, please, please, let me get what i want


this time.

waiting for .... 1/1/2011

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What I wish for you....                         


is                              

L    O    V    E

La terRa ImpArEgGIabIlE

Da tempo ti devo parole d'amore:
o sono forse quelle che ogni giorno
sfuggono rapide appena percosse
e la memoria le teme, che muta
i segni inevitabili in dialogo
nemico a picco con l'anima. Forse
il tonfo nella mente non fa udire
le mie parole d'amore o la paura
dell'eco arbitraria che sfoca
l'immagine più debole d'un suono
affettuoso: o toccano l'invisibile
ironia, la sua natura di scure
o la mia vita già accerchiata, amore.




O forse è il colore che le abbaglia
se urtano con la luce
del tempo che verrà a te quando il mio
non potrà più chiamare amore oscuro
amore già piangendo
la bellezza, la rottura impetuosa
con la terra impareggiabile, amore.


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LiGtH Of ChRiSTmaS

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Natale di luce, questo Natale, tutto un abbraccio a ciò che di vero viene dimenticato nel caos quotidiano delle responsabilità e degli impegni.

Un Natale fatto di calore, di casa, di serena partecipazione.

Un Natale di cuore.


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Un Natale fatto di colore, di emozioni caleidoscopiche, di piccole, fragili soddisfazioni.

Quanto è elegante, di notte, la mia città.

Quanto sa essere bella, la vita.
Natale d'amore.




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gEcCo QuI.

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Bizzarri Incontri Invernali.

MerRy ChRiStMaS

WinTeR'sCoMiNg

Svegliarsi di umore pessimo, col solito mal di testa

indecisi sotto strati di piumone

sulla reale necessità di uscire di casa

con i peggiori presentimenti  o il naso già freddo

e ritrovarsi a sorridere

per una coppia di cardellini

che banchettano tra le piante balcone.

Può essere così futile la felicità?


E a te che rivolgo le mie domande più insulse

quelle domande su cui spendo le ore migliori

e me le restituisci come una poesia

a te segretamente indirizzo

ogni sorriso inatteso

ogni desiderio inespresso.

Può essere così semplice


l'amore?



C'era ai vetri di freddo del natale..

tra i graffi dei bambini anche il tuo nome.
Io bevevo il caffè, dicevo come
potrò vederla, càpita che il male
paziente all'improvviso mi allontani
nell'ansia di averti ove non sei.


Ma sei dovunque l'ora dei cortei
che passano, la festa del domani.
(Gatto)


FuMeTtAnDo

In attesta della terza stagione di It Started with a kiss mi sono provvista del manga, della stessa- assolutamente geniale -autrice di Kiss Me Licia. Sei volumi esilaranti e molto dolci.
Ma se non volete restare con la trama a metà, l'unica è guardarsi l'anime.

Lo trovate in streaming su Jigoku.it.

Ne vale davvero la pena.
Enjoy :))

Chissà se esiste...

un cimitero anche per i sogni.
Un luogo per portar loro dei fiori ogni tanto,
e ricordarsi di averli avuti.

Sarebbe bello se fosse una strada di campagna
un viale alberato con poche impronte di passi - le tue di un'altra età

sarebbe bello fosse un altrove
e non il tuo cuore

il tuo cuore  greve del loro peso
ormai polvere e terra.

That loVe Comes .Italiano.

E' in italiano alla pagina:
That Love Comes, Italiano.




That Love Comes

(Titolo Ufficiale)

欢迎爱光临 / Huan Ying Ai Guang Lin / Welcome Love (Direct Translation) 
Posted Image


Trama
E' la storia dell'incontro di due persone, Xia Tian e Ye Zi, che, per motivi diversi, avevano dedicato la propria vita agli altri, dimenticando i propri sogni. Insieme troveranno la forza per cominciare a credere nell'amore e vivere le loro vite come desiderano. 





Recensione

Una storia povera, senza sviluppo nè profondità. Trama scialba ed uso quasi offensivo dei fleshback.
Ogni tanto momenti dolci, ma non troppo interessanti.

PaPerInOmAniA

Riporre una bottiglietta d'acqua nella borsa potrebbe non sempre rivelarsi una buona scelta.
Specialmente se nella borsa ci sono :
- appunti
- libri
- materiale elettronico di inestimabile valore, come lo smartphon, l'ipod, l'hdisk esterno da 550 GB
- il tuo portatile macbook
e specialmente se ad attapparla sono io.
Il disagio di non chiudere mai un tappo fino in fondo è una malattia grave e dovrebbe prevedere sussidi statali per chi, come me, ne è affetta fin dalla più tenera età.

O almeno una specie di indennizzo per il fatto di stendere i fogli a4 sul termosifone e girare per la città sgocciolando dalla borsa.
Ma visto che fa freddo è chiaro che la mia capacità di finire inzuppata non si limita qui.
Per esempio posso mettere il piede su una mattonella leggermente sollevata e farmi arrivare uno spruzzo di acqua e fango dritto addosso.
Oppure infilarmi nella doccia già bella insaponata, aprire l'interruttore e scoprire che il tubo di gomma è spezzato, così invece di finire sotto il getto dal basso verso l'alto prima hai un bel getto in faccia e poi più nulla, giusto il tanto per rimanere insaponata e infreddolita.

Ma se vogliamo parlare di disavventure,  che dire di stamattina?
Come paragonare con qualche doccia fuori stagione la gioia intensa, profonda e totale di arrivare dove ti ricordavi di aver lasciato la tua auto e non trovarcela???

per tutti i miei fan, ecco a voi il seguito.
Scendere di casa, salire in auto e partire è vita troppo banale.
Bisogna metterci sempre un pizzico di suspanse.
Eccomi lì, mentre faccio i miei servizi tranquilla - vado a farmi il panino in salumeria, entro nel bar, consumo un cornetto e bevo il caffè.
Mentre bevo il caffè però comincia a sollevarsi dentro di me un dubbio: dove ho lasciato la macchina? Sì, perchè passando per la traversa in cui l'avevo parcheggiata, rigorosamente nelle strisce, mi era sembrato di notare qualcosa di diverso.
La tazzina tentenna sul piattino bianco e il barista mi chiede se mi è piaciuto il caffè.
Io dico, sì, buono...ma... per caso sa se rimuovono le auto parcheggiate nella traversa?
Lui: guarda, non credo che le rimuovano, ma se devo essere sincero stamattina è passata la polizia municipale e hanno fatto un sacco di multe...

Io racimolo il mio euro e pago la colazione, mi allontano con una sempre più triste premonizione, gettando un'occhio alle altre traverse trastullandomi nell'illusione che forse RICORDO MALE dove ho lasciato la mia.
Ma nulla da fare. Ormai ho la certezza. La traversa è giusta, ma la macchina non c'è.
E non ci vuole un grande spirito di osservazione per accorgersene perchè l'intera strada è completamente bloccata al traffico, sul marciapiede si sussegue un fila di campion bianchi e ogni spazio libero è invaso dalle bancarelle del mercato cinese.

La mi azione spontanea successiva è chiamare papà: "Ehm, la macchina non ci sta più", e papà, serafico - cosa proprio NON da lui! - mi fa: "..che vuoi fare, era solo questione di tempo".
"No, aspè, penso l'abbiano solo rimossa! Adesso mi informo". Attacco, e inizio a navigare sul cellulare in cerca di un numero verde ma nel mentre intercetto la sagoma di due vigili sbucare da oltre una delle tende.

Canzone d'autunno 2: CoLoR NoVeMbRe

Di che colore è il cielo?





E il mare?

Canzone d'autunno 1

L'uomo con la divisa verde sorride. Da un'ora ha cominciato il suo lavoro, pettina le mattonelle gialle della piazza con il rastrello d'acciaio raccogliendo le foglie multicolori perse dai platani alti che la sovrastano più dei palazzi.
Le foglie si lasciano pettinare, accomodare: la pioggia le ha rese morbide, apatiche, insensibili al vento.
L'uomo con la divisa verde non è solo. Dall'altro lato della piazza c'è un suo collega. Sono ragazzi, forse perfino più piccoli di me, e mentre avanzano lungo la piazza lasciano dietro di loro depositi di foglie multicolore, incollate una all'altra in una specie di castello patchwork di cartapesta.
Ma ogni castello verrà catturato dai denti argentati dei rastrelli e infiliato in sacchi neri, portato chissà dove, mentre le foglie dei platani cadranno ancora sulla spiazza, spogliandoli una ad una, finchè tutte saranno perdute e non rimarrà che lo scheletro dell'albero.
Intanto però i due ragazzi lavorano e sorridono e forse  l'oro, il rame, l'adularia brillante di quelle foglie non si perde del tutto.

ne Me quiTte pAs (paris calling)

Devo assolutamente condividere questa altra versione inglese meravigliosa:




Down in Bowery they lose their ballads
And their lipped mouths in the night
And stumbling through the street they say
Sir do you got a light
And if you do then you're my friend
And if you don't then you're my foe
And if you are a deity of any sort then please don't go

Ne me quitte pas mon cher
Ne me quitte pas ah ah ah
Ne me quitte pas mon cher
Ne me quitte pas

Down in Lexington they walk in new shoes stuck to aging feet
And close their eyes and open
And recognize the aging street
And think about the things were right
When they were young and veins were tight
And if you are the ghost of Christmas past
Then won't you stay the night

Ne me quitte pas mon cher
Ne me quitte pas ah ah ah
Ne me quitte pas mon cher
Ne me quitte pas oh oh oh
Ne me quitte pas mon cher
Ne me quitte pas ah ah ah
Ne me quitte pas mon cher
Ne me quitte pas

Down in Bronxy Bronx the kids go sledding
Down snow covered slopes and frozen noses, frozen toes
And the frozen city starts to glow
And yes they know it will pass
And yes they know New York will thaw
But if you're a friend of any sort
Then play along and catch a cold

Ne me quitte pas mon cher
Ne me quitte pas ah ah ah
Ne me quitte pas mon cher
Ne me quitte pas oh oh oh
Ne me quitte pas mon cher
Ne me quitte pas ah ah ah
Ne me quitte pas mon cher
Ne me quitte pas

I love Paris in the rain, I love Paris in the rain
I love I love I Love in the rain
I love Paris in the rain, I love Paris in the rain
And I Love I love I love in the rain
I love I love I love in the rain

Down in Paris they walk fast
That is unless they're walking slow
And in cafes they look away
That is unless they look right in
And in the gardens I'm getting lost
That is unless I'm getting found
And if you are the ghost of New York City
Then won't you stick around

Ne me quitte pas mon cher
Ne me quitte pas ah ah ah
Ne me quitte pas mon cher
Ne me quitte pas oh oh oh
Ne me quitte pas mon cher
Ne me quitte pas ah ah ah
Ne me quitte pas mon cher
Ne me quitte pas

I love Paris in the rain, I love Paris in the rain
I love I love I love in the rain
I love Paris in the rain, I love Paris in the rain
I love I love I love in the rain
And I love I love I love in the rain...

DiaRio Di bORdo

Mi piacerebbe infinitamente fotografare tutto ciò che vedo...ma sarebbe difficile riuscire a guidare nel frattempo, ad esempio.
E a dire la verità non credo di avere talento per la fotografia.

Di tutte le immagini non posso che darvi un resoconto di parole, con la consapevolezza che le parole sciupano la qualità della luce, la sfumatura dei colori, che le parole non possano davvero esprimere l'azzurro latteo del mare di salerno nell'ultima visione colta prima della rampa dell'autostrada, o la distesa cittadina di roma, con le luce accese a contrastare il tramonto, le nuvole un prolungamento celeste del suo orizzonte, i colli remoti, i pini dei castelli neri scolpiti come bassorilievi sul rosso del sole in declino.

Vorrei dipingere l'intensa varietà di dorati, aranci, rossi che gli alberi chinati dal vento esibiscono nell'autunno avanzato, mentre il sole ne incendia le foglie e la natura sembra assorta in una serena sopportazione.
Le gazze solo restavano immobili. I loro nidi aggrappati sui rami già nudi come frutto tardivi della stagione fredda.


E il tramonto spezzato dagli stormi, striscioni multiformi capaci di dare forma al vento, un suggerimento di superiore ordine.

O la schiena ossuta degli alburni, frastagliata da insolite luci, dita di sole sui loro fianchi ancora verdi, laghi di nuvole a colmare tutte le insenature delle loro vette.
Nuvole come coltri, come valanghe attirate al suolo, come artigli che spingono le montagne a cambiare colore.






Mi piacerebbe davvero.






AuTuMn MoOd

ThaT LoVe ComEs

E' piena dei soliti stereotipi, poco credibile, con una prtoganista allocca e situazioni inverosimili....
però mi piace.
E' la nuova fatica di Joe Cheng - meraviglioso come sempre.

Sarà che il mandarino ha un suono delizioso dopo mesi di koreano.
Sarà che Joe ha un fascino inconfondibile.
Sarà che le storie alla cenerentola attirano sempre.
Sarà la favola dell'amore propinata a ogni istante.

Ma qualcosa di bello c'è,  e i miei venerdì sono più deliziosi.

per chi voglia dare uno sguardo:





qui si puà vedere in streaming legalmente : VIIKII

KoReAn DrAmA -sì o no?

Anche se sono finalmente uscita dal tunnel delle soap asiatiche non ho potuto fare a meno di dare un'occhiata al mondo offerto dalle soap koreane - quelle che - tanto per dire - vengono saccheggiate dagli sceneggiatori pentiti di occhi del cuore in Boris.
Potete ben immaginare.

Ma vabbè, ognuno di noi ha un innato senso del tresh e quando si entra nel mondo vischioso e morboso delle soap vi assicuro che liberarsi e tornare alla vita all'aria aperta non è facile.

Dato che ormai è autunno conviene fare il punto della situazione e vedere cosa bolle in pentola.
Non mi sono presa la briga di andare a curiosare tra le prossime uscite  perchè, sapete com'è, devo studiare... ma posso recensire brevemente il prodotto di questi ultimi mesi.

Innanzitutto confermo la mia idea: le soap koreane sono fatte meglio dal punto di vista del badget, della trama e del realismo.
Ma secondo me perdono lo stesso il confronto con quelle taiwanesi perchè sono NOIOSE.

Per esempio è appena finito PlayfulKiss, l'adattamento koreano di ITAZURA NA KISS.
Il manga è bellissimo, l'anime splendido, le due serie taiwanesi con ariel ling e joe cheng  esilaranti...
ma PK proprio non l'ho retto, incredibile.
In ogni caso potete farvene un idea propria guardando tutta la serie qui con sottotitoli perfino in italiano.


Un'altra bella promessa finita in una amara delusione è Bad Guy, una soap basata sul desiderio di vendetta di un ragazzino adottato da una famiglia molto ricca e potente e poi abbandonato.
Intrigante il personaggio dell'eroina, una persona cinica ed egoista, al contrario delle solite biancaneve che proliferano di solito.
Avvincente l'inizio, recitato bene, senza i soliti clichè e con una regia innovativa  si perde a metà strada e si conclude al solito modo moraleggiante di tutte le soap koreane.
Anche in questo caso, potete vederlo qui.

Dalle recensioni lette in giro per i forum ho pensato che potesse essere degno di nota anche GOONG, tratto da un Manwa che ha avuto un successo strepitoso, ma devo dire che alla 5 puntata mi ero già annoiata a morte.
In ogni caso, se volete farvi un'idea, potete andare qui:
http://www.dramacrazy.net/korean-drama/goong-episode-1/85625

Forse il prodotto più significativo della stagione è Personal Taste, una commedia romantica degli equivoci, in cui una ragazza svampita e per nulla femminile si innamora di un architetto rampante e sciupafemmine.
La storia è deliziosa, anche se rindondante, con un'interessante sguardo dell'archittettura koreana tradizionale, all'arte e all'ecologia, e un interessante personaggio secondario omosessuale:
Personal Taste


Le uniche speranze di migliorare la stagione sono riposte in That Love Comes, l'ultima fatica di Joe Cheng ...

Vi farò sapere e, alla fine dell'anno, classifiche aggiornate :)

HoMe TiMe


SnoW BuDs, la poesia del tè bianco.


suPpellettili1

suppellettili2

SiX


... se anche ti avessi disegnato in un sogno
non avrei saputo immaginarti
così meraviglioso ...


SkY froM tHe CiTy

L'assunzione in cielo di CineCittà Est.

Dalle antenne sboccia la Luna.

Dove porta il treno.

L'occhio del Sole.


Blue Sk(eyes)

dove volano i gabbiani

Go AnD CatCh a FalLiNg StaR

...o le positive influenze.

Una settimana fa sono tornata a casa per godermi un meraviglioso weekend dopo 3 settimane di dura vita romana.

La mattina del sabato, rischiarata da un dolcissimo sole, mi è sembrato un invito direi personale di un'estate tardiva per la spiaggia.
E la giornata non si è tradita, anzi, la spiaggia era poco affollata, tiepida, ricca di sfumature imprevedibili.

La luce meno abbagliante di quella di agosto rendeva l'acqua opaca,quasi verde bottiglia, istoriando la superficie di lievi fiammelle, che insieme danzavano su un'onda regolare, avvolgente.

Ho nuotato nella scia del sole, tra le scogliere a picco già  umide di alta marea, saturando lo sguardo di azzurri mai visti.

Anche la città aveva un aspetto splendido. Chissà se col tempo si diventa più nostalgici o davvero Salerno si è vestita di lineamenti più decisi, più chiari e adesso è davvero così bella come mi sembra.
Ieri sera, passando per via panoramica, nel nebuloso panorama grigiastro della sera, le case sulle colline e giù fino al porto sembravano galleggiare in un'atmosfera surreale, ultraterrena.

Insomma lunedì mattina mi sono svegliata con 38 di febbre.
Vacanza forzata, in un momento completamente sbagliato.

Ma ci si adegua.

Per esempio ho letto tutto d'un fiato Il castello errante di Howl, di D. W. Jones, libro meraviglioso, ho fatto scorta di strisce di Lupo Alberto e amplito la mia collezione di Woodhouse.
Ho lavorato, nonostante tutto.
Per chi non lo sapesse in questo periodo mi sto occupando (è una parola grossa) di variabili Cefeidi, delle stelle estremamente particolari, luminosissime e giovani (molto glamour insomma, anche se Classiche), che possono essere utilizzate per determinare le distanze in astronomia, come delle enormi pietre miliari poste lungo l'autostrada della nostra Galassia.

Ho coccolato Airis, facendo scorta di cicatrici sulla mano.
Ho perfino suonicchiato il pianoforte.
Ho appestato col raffreddore tutta la mia famiglia.
Ho recuperato sonno e ottimismo.

Ho fatto incetta di minuti, sguardi, parole meravigliose, scoprendo una volta di più che sto vivendo un sogno.

Ho anche ricevuto una telefonata che mi ha reso incredibilmente felice.

Insomma, il sole splende, non tornerò a mare, ma il sole splende.

e VoRrEi FoSsi Tu

Sono folle di te, amore 
 
che vieni a rintracciare 
 
nei miei trascorsi 
 
questi giocattoli rotti delle mie parole. 
 
 
Ti faccio dono di tutto 
 
se vuoi, 
 
tanto io sono solo una fanciulla 
 
piena di poesia

e coperta di lacrime salate, 
 
 
io voglio solo addormentarmi 
 
sulla ripa del cielo stellato 
 
e diventare un dolce vento 
 
di canti d'amore per te. 
 
 
 
Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio"

PoChe OrE ...

... di vertigine, trascorse consumandoci, nella semplice consapevolezza uno dell'altro.

EpOpEa deLla SpeSa. Un deus Ex MACHINA

                    ......il deus machina,

che è proprio la macchina,
anzi l'auto,
anzi, L'AUTO,
la POLLAUTO,
dà tutto un nuovo spessore all'esperienza della spesa.
Vai lì con comodo alle 14, quando il sole picchia fortissimo - tanto hai l'aria condizionata - il supermercato deserto, le casse solo per te...
Paradiso fatto discount, una cosa inenarrabile.
Ti puoi permettere di guardare le offerte speciali, puoi comprare i pacchi risparmi, quelle scorte che ti durano tre mesi pagate due lire...un sogno, un idillio.
Ti attracchi al carrello libero, pattini morbidamente tra le corsie e anche se per l'ennesima volta hanno rispostato tutte le insegne perchè nel frattempo il gs è passato a ipermercati carrefour gs e ti hanno cambiato tutti i cartellini, sei felice. Nessuno ti pressa, il campo è tuo.
Puoi perfino andare al bancone senza prendere  il bigliettino.
Puoi selezionare il prodotto con la data di scadenza più lontana.
E i buchi ... I buchi, quei vuoti misteriosi negli scaffali dove sicuramente una volta c'era il prodotto che avevi sempre sognato, anzi, quello per cui eri sceso apposta a fare la spesa... I buchi non esistono più, gli scaffali sono popolati da cose che nemmeno ti immaginavi esistessero, cannelloni ripieni, sughi ai pesti delicati, pentolame bialetti a 2 euro...
Certo, perchè ora tu fai parte dell'elite, non sei più lo sfigato che deve fare 500 metri con 2 tonnellate di buste che ti scavano le mani, non devi aspettare le 3 ore di sabato pomeriggio per poter fare la spesa. Ci perdi dieci minuti, volendo, potresti andarci tutti giorni, perchè sei sopra gli altri, sei il Dio del Supermercato.
E non se tu ad aspettare 3 ore perchè quello avanti a te ha fatto le provviste per 3 anni con i buoni pasto, sei tu quello avanti, quello che caccia il blocchetto invece dei soldi, quello che imbusta con comodo mentre il cassiere timbra e rimette la spesa nel carrello.
Sei tu che porti il carrello scivolando dritto fino al portabagagli dell'auto. Sei tu che hai perso in tutto 40 minuti e non devi nemmeno pagare il parcheggio.
Sei tu che torni a casa riposato neanche fossi andato alle terme.
... O almeno questo pensi quando lascia il Gs,  felice e soddisfatto.

Dopodicchè torni a casa, fai il giro della piazza, ma non c'è un posto...nemmeno in doppia fila. Per lasciare in sosta l'auto dovresti far spostare gli alberi. Fai un nuovo giro, ma non c'è posto.
Fai ancora il giro, e poi il giro ...e alla fine un posto lo trovi, sì, ma a 1500 m da casa tua.
Meno male che ora hai la macchina, ora sì che è tutto cambiato... invece di 500 metri con due buste, ne fai 1500 con 10 !

ne Me quiTte pAs

Ne me quitte pas
... quando il mio dolore mi chiude e mi ripiega
come un atomo di odio
   quando mi faccio buia e impenetrabile
tutta spigoli e schiena

Ne me quitte pas
...  quando ti spingo via per non vedermi
nel tuo sguardo d'amore
per la paura di non avere
abbastanza cuore
da offrirti in cambio

Ne me quitte pas
...  quando mi aggrappo forte ai tuoi vestiti
in cerca di un attracco
quando mi ingarbuglio con i fili
della vita e ti guardo
come da un sogno lontano

Ne me quitte pas
... quando mi dimentico di dirti che ti amo
senza pensare che non sei qui
a vedere l'amore che ti nego
fiorirmi sulla pelle come una nuova pelle.

Ne me quitte pas
... quando ti faccio trappole di parole e tu
sai non cascarci e aspetti
che la tua voce mi raggiunge.

ne me quitte pas...

...  Je t'inventerai des mots insés que tu comprenderes,
Je te parlerai  de mon amour ...

Amore Internazionale







versione italiana di Gino Paoli

Non andare via puoi dimenticare tutto quello che se n'è andato già
Tutti i malintesi e tutti i perché che uccidevan in noi la felicità
Puoi dimenticare tutto il tempo che è passato già, non esiste più

Non andare via, non andare via, non andare via
Ti offrirò perle di pioggia venute da dove non piove mai
Aprirò la terra giù fino nel fondo per coprirti d'oro, d'oro e di luce

E ti porterò dove non c'è più quel che tu cerchi e quel che tu vuoi
Non andare via, non andare via, non andare via
Non andare via per te inventerò le parole pazze che tu capirai

E ti parlerò di due amanti che per due volte già hanno visto il fuoco
Ti racconterò la storia di un re morto perché non ti ha visto mai
Non andare via, non andare via, non andare via

Nel vulcano spento che credevi morto molte volte il fuoco è rinato ancora
Ed il fuoco brucia tutto quanto intorno e non riconosce niente e nessuno
E quando c'è sera e c'è il fuoco in cielo il rosso ed il nero non hanno un confine
Non andare via, non andare via, non andare via

Non andare via io non piango più, io non parlo più, mi nasconderò e ti guarderò,
quando riderai e ti ascolterò, quando canterai
Sarò solo l'ombra della tua ombra della tua mano, l'ombra del tuo cane
Non andare via, non andare via
Non andare via.


Being AnD NoThinGneSs

"The lover and the loved will exist much like the vacillation between the parts of the self.
Only one can exist as subject and so the other has lost its transcendence but inevitably will cause the other to lose his transcendence when the other, seeking love by loving, causes himself to appear as object for the self. 
Neither lover can know the other as subject. 
Consciousness cannot be known because it is surrounded by nothingness.
 Love must fail because of the nature of human existence. 
Sadly, it is this same nature that will always cause the self to seek this love. 

Love would be love when it leaves desire for identity behind and instead seeks only to love the whole.  Love will cease to be love when it objectifies or limits anyone.  
Love should be what seeks the good of the whole.  
Love should be the embracing of the freedom of the self and of others.  
Then it will be both responsible and non-judgmental. 
  
Though the problem of the in-itself still remains, it will not remain forever."

foglie di autunno.

Quando ero piccola mi capitava spesso di pensare con terrore al giorno in cui mia nonna sarebbe morta.
Il fatto che fosse anziana era recepito dalla mia paura come un inesorabile conto alla rovescia.
Anche crescendo quella sensazione non si attenuava: restavo con gli occhi sbarrati per ore a chiedermi come avrei potuto vivere senza di lei.
Nutrivo per la mia nonna paterna - quella materna era scomparsa troppo presto per lasciarmi dei ricordi- un amore totale e perpetuo, uno di quei sentimenti incrollabili che si ancorano in un cuore infantile e lo portano avanti per le varie architetture della vita.

Non avevamo molto in comune, mia nonna ha fatto giusto la prima elementare e si vantava spesso di essere ignorante.
Perche' aveva comunque saputo sopravvivere a due guerre e crescere tre figli con il solo stipendio da ferroviere del marito.
Si vantava di essere ignorante,ma la prima cosa che ci chiedeva era come andavamo a scuola: risponderle con voti alti era un'abitudine talmente radicata che quando qualche esame all'universita' andava male mi vergognavo ancora di dirglielo.

Non avevamo molto in comune, tranne essere due gocce d'acqua.
A parte gli occhi,perche', come mi diceva spesso, i miei sono piu' grandi.
La felicità era sapere che i miei occhi sono più grandi.

Da quando se n'e' andata ho provato spesso a raccontarla, senza mai riuscirci, chissa' come mai. Forse e' per lo stesso motivo per cui, da ragazzina, restavo ore a chiedermi come avrei fatto senza di lei, senza quel nucleo di amore che era il suo cuore, quella incredibile potenza protettiva che era la sua presenza.

Ma anche se mi è rimasto questo vuoto di parole, non mi è svanita la memoria, ma anzi è nata una nuova forma di accoglienza, una mollica dell'anima che si commuove quando una parte di lei mi giunge sotto altra forma.

E' nato dentro di me un luogo speciale dove ho fatto collezioni di tenerezze e ricordi di nonni e nonne incontrate ad ogni angolo di strada, finendo col sentire miei anche gli affetti altrui.

Ho avuto una nonna con gli occhi azzurri e uno sguardo vivace da bambino, che si è seduta a un pianoforte di legno antico per suonare a memoria la musica delle sue emozioni, in un salotto affollato di persone, ritrovatosi all'improvviso sorelle e fratelli.

Ho avuto una nonna che arrossiva parlandomi e dandomi del voi, una nonna seduta con me sul divano a condividere la timidezza in un sorriso accennato ma felice.

Ho avuto una nonna che mi apriva il cancello di una casa non mia per accogliermi come fossi di casa.
E ora che anche loro sono andate oltre, piango una sola assenza.

Mia nonna era la casa. Il suo cuore dritto e possente come mura ha messo un tetto e ali alla mia infanzia. Era la casa nel suo cuore quella dove fuggivo da bambina, il mondo perfetto dove sapevo sarebbe stata fatta giustizia.
La giustizia di perdono dell'amore.

Ancora oggi è difficile colmare il vuoto di parole, riempire il peso di un'assenza irrimediabile.
Raccontarla.
Raccontare una vita partita da un'infanzia contadina, orfana di pace come di madre.
Raccontare una vita tra guerre, sorretta dall'inflessibile dignità.
Raccontare una vita data alla sua famiglia.

E di questa vita data mi sento grata come di un dono straordinario, l'incommensurabile valore di un'eredità di amore.

Allora posso prendere in prestito le parole delle mie amiche, e in questo 2010 che scolorisce e diventa inverno, condividere un po' di ciò che abbiamo perso.

"Nonna non era una gran donna, era piccola, anche di statura.
Ma chi l’ha detto che le cose piccole sono
meno importanti?
Nonna era una piccola donna che badava alle cose piccole,
ma quando uno fa di queste tutta la sua vita,
e le fa per gli altri,
si può davvero continuare a ritenerle piccole?"
(Giò e Mare).

DeTto. FatTo.

NoTtuRnA

E' il mio primo post dal telefono...chissa' che guai.
Sento che il vento ulula,graffiando le imposte del mio balcone.Il vento stride e scompiglia le strane acconciature delle strade,i pochi alberi gia' chini contro l'inverno.E il vento stride e scompiglia i pensieri,quei fili sottili che come ragnatele si addensano ai vertici.
Penso a persone appena conosciute che lasciano piccoli vuoti, persone conosciute da sempre che si rivelano grandi vuoti,penso a chi e'in attesa,a chi non si cura di nulla...
Ma il vento spazza anche le nuvole e tornano amiche le stelle e la bellezza imperversa perfino in questo mondo sfregiato, allora e'inutile trincerarsi dietro le ferite, ci si puo'semplicemente amare per quello che si e', oltre i lughi comuni,le immagini comuni, c'e' un sogno piu'ampio da seguire...

Tra(S)guardi

Oggi è una giornata speciale ...


... :D


SuMmeR SumMerY





Anche se quest'anno gli impegni di studio sono stati più stressanti che mai, ho cercato di godermi gli scampoli d'estate che sono riuscita a raccogliere.

Ed eccoli qui.

Mare.

Il mare della calabria, turchese e quasi diafano, un mare aperto, immenso, possente.



Il mare di palinuro, placido, trasparente, col fondo scoglioso simile a un giardino fiorito, abitato da strane creature multicolore.

Il mare tramutato in oro dal tramonto della costiera, ritagliato nelle ombre delle foglie di limone.

Il mare di fiamma in cui nuotare mentre la sfera del Sole si frammenta e si spezzetta per intingersi, goccia dopo goccia, nell'orizzonte morbido del golfo di policastro.

Il mare della puglia, color cobalto o smeraldo, a contrasto con l'arenaria rossa, spazzato dal vento che ne imbianca i lembi.

Il mare che siamo, mentre ci immergiamo e riemergiamo nel nostro amore.

Un mare perduto nel tempo, dove nuotavamo bambini.

Le città.

I trulli bianchi e grigi di Alberobello, le pareti intatte di Ostuni, le mura invecchiate di 400 anni del piccolo borgo di fiumefreddo, l'ambiente evocativo di Ravello, le scale avvincenti del duomo di Amalfi, i ruderi di sant'elmo arroccato sui bianchi massicci calcarei.

Città con voci del passato, che ci estrapolano dalla realtà e ci conducono oltre il sogno, appena oltre la soglia della vita quotidiana.

E Salerno in fiore, con i suoi oleandri e gli ibiscus e le azalee, con i fichi d'india maturi sulle larghe foglie, come dita dipinte. Il suo orizzonte costellato dal mare, le luci notturne, il castello, l'abbraccio del porto e il ricordo dei miei piedi leggeri e dei miei salti in estati perdute oltre la memoria.

C'è tutto un viaggio
per esplorarci.


Le persone.

L'estate spoglia anche la gente, e le persone si vedono un po' meglio.
Qualcuna inevitabilmente si perde, ma chi ti ama davvero resta al tuo fianco.
E anche se dici qualche addio scopri di avere vicino persone mille volte più belle di quelle che hai perduto.

Anche se godute per solo 24 ore certe amicizie ti riempiono la vita :)

Una novità di questa estate poi sono le amicizie acquisite.
L'affetto ha la straordinaria capacità di essere transitivo. Il mio cuore si popola di nuovi paesaggi, e di nuovi visi.


I libri.
Ora che non c'è pià Harry Potter qualcosa pure bisogna leggere d'estate. Posiamo cappello a punta e bacchetta e teletrasportiamoci nello spazio.
Dopo aver assaggiato il Ciclo della Fondazione, divorato Guida Galattica e Ristorante Al Termine dell'Universo, il piatto forte finalmente è arrivato.
Ho letto tutto di un fiato il megacapitolo di Dune, un luogo mistico, dove tutte le forze, quelle umane, storiche, economiche, naturali si sfidano continuamente per raggiungere l'illuminato equilibrio nella profetica immagine del Muad'Ib.
Un libro favoloso. Nelle grandi saghe fantasy lo metto subito dopo terramare e subito prima di DragonLance.
L'estate non è tale se non si ci lascia trasportare in luoghi oltre la nostra mente.


***
ARMONIA

Immersa nel mare piatto, incandescente, galleggio sospesa nello specchio del cielo, nuvole di fuoco mi sommergono e uno sciabordio lieve mi sciacqua le orecchie. Sono sospesa nel tutto, eppure non esiste altro che l'io, ciò che è fuori di me non è altro che la mia percezione, ed io sono completa, in armonia, in questo tramonto eterno.
Nei tuoi occhi.


OsTuNi - il tempo in altre dimensioni scorre più lento


accatastate una sull'altra, le case di tufo e calce formano una scultura perfetta, un'opera d'arte così totale che quasi non sembra artefatta, ma naturale, come le ombre e la luce, come la costa di arenaria e l'orizzonte piatto del mare - gli uomini non sonoo che astratte creature che si affacciano da porticine intagliate nelle pareti, sospese, per ritornare rapide alle loro vite segrete, come strani insetti.

Una compagine di sassi coraggiosamente esposta al mare e al vento, Ostuni, che, frammentando l'orizzonte in cuspidi e gradini, si allunga nel nulla totale del tavoliere pugliese.
Eppure la circonda un gregge di vite.
Le vite degli ulivi nodosi, sculture contorte di argento sullo sfondo rosso ruggine dell'arenaria battuta, piegati dal peso solenne degli anni.
Puoi sentire sussurare le loro storie, intagliate dal vento nel legno leggero, ogni foglia un'offerta, ogni fiore una dolce promessa per il perpetuo.

Quelle vite incantate in un'altra dimensione del tempo mi commuovono, l'idea di come esse sopravvivano, fragili e fiere, alle alterne vicende umane, intenti solo al loro ciclo, a quel sopravviversi che è il dono generoso della natura.

InvisibiLe Là, CoMe il PenSierO



Invisibile.
Quanto entro in casa divento invisibile.
Quando entro in casa e mi affaccio alla finestra sono invisibile.
La mia finestra la terza da sinistra di questo vecchio palazzo che si confonde nel grandangolo di Roma.
Il mio corpo invisibile, la mia mente, il mio IO.
Invisibile.


*******************

Il LiBro ( o il mestiere dell'astronomo)


I

Sopra il leggìo di quercia è nell'altana,
aperto, il libro. Quella quercia ancora,
esercitata dalla tramontana,

viveva nella sua selva sonora;
e quel libro era antico. Eccolo: aperto,
sembra che ascolti il tarlo che lavora.

E sembra ch'uno (donde mai? non, certo,
dal tremulo uscio, cui tentenna il vento
delle montagne e il vento del deserto,

sorti d'un tratto...) sia venuto, e lento
sfogli - se n'ode il crepitar leggiero -
le carte. E l'uomo non vedo io: lo sento,

invisibile, là, come il pensiero...

II

Un uomo è là, che sfoglia dalla prima
carta all'estrema, rapido, e pian piano
va, dall'estrema, a ritrovar la prima.

E poi nell'ira del cercar suo vano
volta i fragili fogli a venti, a trenta,
a cento, con l'impazïente mano.

E poi li volge a uno a uno, lenta-
mente, esitando; ma via via più forte,
più presto, i fogli contro i fogli avventa.

Sosta... Trovò? Non gemono le porte
più, tutto oscilla in un silenzio austero.
Legge?... Un istante; e volta le contorte

pagine, e torna ad inseguire il vero.

III

E sfoglia ancora; al vespro, che da nere
nubi rosseggia; tra un errar di tuoni,
tra un alïare come di chimere.

E sfoglia ancora, mentre i padiglioni
tumidi al vento l'ombra tende, e viene
con le deserte costellazïoni

la sacra notte. Ancora e sempre: bene
io n'odo il crepito arido tra canti
lunghi nel cielo come di sirene.

Sempre. Io lo sento, tra le voci erranti,
invisibile, là, come il pensiero,
che sfoglia, avanti indietro, indietro avanti,

sotto le stelle, il libro del mistero.


TitAnO: AtmOsfEra Di ViTa



Tra i più massicci corpi rocciosi del Sistema Solare, Titano, la più grande luna di Saturno, presenta aspetti fisici e morfologici assolutamente peculiari che ne fanno uno dei mondi extraterrestri di maggiore interesse.

E’ l’unico satellite nel sistema solare a possedere una atmosfera densa su un corpo roccioso. L’atmosfera è costituita per la maggior parte (oltre il 94%) da azoto e metano (5%), con piccole percentuali di composti organici.


Nell’alta atmosfera il metano e le molecole di azoto sono separate dalla luce ultravioletta del Sole, i fotoni energetici spezzano i legami del metano estraendo idrogeno e altri frammenti.
Mentre l’idrogeno scappa dall’attrazione gravitazionale del satellite, i radicali cominciano a formare idrocarburi superiori che, essendo meno volatili, precipitano al suolo, arricchendo la bassa atmosfera di sostanze organiche che si differenziano al variare della quota, creando quegli strati di diversi colori che risultano visibili nell’immagine.
I radicali rimasti possono combinarsi a formare idrocarburi più pesanti che precipitano verso il suolo formando, in tal modo, una atmosfera stratificata.









Sono proprio questi idrocarburi a creare la caratteristica foschia color arancio che nasconde la superficie del satellite alla vista.


La pressione in superficiale è metà di quella terrestre, per un sesto dell’attrazione gravitazionale e una temperatura al suolo però estremamente bassa, che raggiunge i 97K. La bassa attrazione gravitazionale è resposnabile dell’atmosfera molto espansa che ricopre per uno strato di 600 km la superficie rocciosa, costituita soprattutto di ghiaccio sporco.








I recenti risultati dell’esplorazione di Titano evidenziano la presenza sul suolo di zone erose, probabilmente letti di fiumi e bacini, mentre le rivelazioni radar hanno mostrato la presenza di grandi bacini sotto la superficie.


L’esplorazione di Titano è stata da sempre al centro delle ambizioni delle missioni spaziali Americane e le prime immagini di questo satellite furono prodotte dal passaggio ravvicinato della sonda Voyager I, deviata appositamente dalla sua traiettoria.

Ma è le Missione Huygens- Cassini, una collaborazione tra stati uniti ed europa, ad essere finalmente in grado di cominciare a svelare, per la prima volta, i segreti di questo mondo alieno.











La sonda ha raggiunto Saturno nel luglio del 2004 per poi passare ad appena 1200 km dalla sua superficie il 26 ottobre di quell’anno. Nell’anno successivo è stato quindi sganciato il modulo da terra Huygens, ed è proprio questo che ci consentirà di svelare i molti misteri di Titano.

Il primo problema da mettere a fuoco quando si parla di ricerca di vita in ambienti extraterrestri è la definizione stessa del concetto di vita. La definizione data dalla Nasa nel 1994, sebbene ancora discussa, è generalmente accettata: la vita è un sistema chimico in grado di evolvere per selezione naturale, in modo darwiniano, ovvero un sistema che non solo è in grado di riprodursi ed evolvere, ma che possiede un programma interno che dirige l’evoluzione. Al di là di qualsiasi ambiguità insita in ognii definizione, il problema reale è che attualmente conosciamo un’unica espressione di vita, quella terrestre.

La vita, così come si ci presenta sulla Terra, è principalmente basata sul carbonio, che è in grado di formare legami covalenti con altri elementi abbondanti, come l’idrogeno l’azoto ecc, in modo da costituire molecole complesse, le quali possono organizzarsi insieme e andare a formare prima monomeri e poi polimeri. E’ necessaria inoltre la presenza di acqua liquida che, agendo come solvente, è l’ambiente ideale per catalizzare e favorire le reazioni tra le molecole prebiotiche ed è indispensabile per la vita così come la conosciamo.
Tentando di liberarci da quello che viene definito lo sciovinismo del carbonio e dalla ristrettezza del nostro punto di vista, basato sull’unico dato osservativo disponibile, possiamo generalizzare le richieste sull’esistenza della vita.

Un sistema candidato ad ospitare uno spontaneo proliferare della vita non può essere all’equilibrio termodinamico, ovvero è necessaria una fonte di energia, e deve essere presente un solvente in fase liquida, in modo da accelerare le reazioni chimiche che possono sfruttare e convertire l’energia disponibile, non necessariamente acqua, ma, ad esempio, anche ammoniaca o gli idrocarburi.

Diversi tipi di composti si trovano in forma liquida a diversa distanza dal Sole nel nostro Sistema Solare, e potremo ragionevolmente pensare che è il tipo di liquido a guidare i processi chimici che potrebbero costituire i fondamenti per una forma di vita esotica.


Un sistema candidato ad ospitare uno spontaneo proliferare della vita non può essere all’equilibrio termodinamico, ovvero è necessaria una fonte di energia, e deve essere presente un solvente in fase liquida, in modo da accelerare le reazioni chimiche che possono sfruttare e convertire l’energia disponibile, non necessariamente acqua, ma, ad esempio, anche ammoniaca o gli idrocarburi.
Diversi tipi di composti si trovano in forma liquida a diversa distanza dal Sole nel nostro Sistema Solare, e potremo ragionevolmente pensare che è il tipo di liquido a guidare i processi chimici che potrebbero costituire i fondamenti per una forma di vita esotica.



Nel 2004 fu proposta per la prima volta l’idea che gli idrocarburi liquidi su Titano potessero essere la base per una forma di vita alternativa, e in particolare per una forma di vita basata sul metano che consumasse sia i composti organici che l’idrogeno presente nell’atmosfera di Titano, con l’idrogeno molecolare in grado di svolgere lo stesso ruolo dell’o2 nel nostro pianeta, dove gli organismi sono in grado di estrarre energia bruciando ossigeno. Così come il prodotto di scarto per questo tipo di metabolismo è l’anidride carbonica e l’acqua, su titano potrebbe essere il CH4.

Le molecole organiche che si trovano sulla superficie di Titano, come l’acetilene soprattutto o l’etano o le molecole organiche solide, potrebbero rilasciare energia se reagissero con l’idrogeno per formare metano, ma per avere questo tipo di reazioni è necessario un catalizzatore chimico, o, in alternativa, un sistema biologico.

I risultati della sonda Huygens hanno mostrato che sulla superficie il terreno risulta umido di metano mentre il satellite Cassini ha identificato tramite radar la presenza di grandi oceani estesi di metano liquido ai poli di Titano.

Così come la vita sulla terra risulta diffusa perché lo è il solvente, ovvero l’acqua, anche una forma di vita di questo tipo su titano risulterebbe diffusa su tutta la superficie del satellite, e ciò fornirebbe un dato osservabile, ovvero una diminuzione di idrogeno sulla superficie e di acetilene ed etano nell’atmosfera.
Essendo diffusa, la vita avrebbe un grosso impatto sull’ambiente, producendo anche delle variazoni stagionali con effetti osservabili. Risulterebbe quindi possibile testare la possibilità che questo tipo di vita esista su Titano.

Mentre la mancanza di etano ed acetilene nella regione atmosferica rispetto a quella predetta è un fatto ormai accertato è proprio di questi mesi la scoperta operata dalla sonda Huygens di un flusso di idrogeno molecolare verso la superficie, che sembra suggerire la presenza effettiva di una reazione chimica che opera tra questi elementi sul suolo di titano.

La Terra primordiale doveva possedere una atmosfera piuttosto spessa con presenza di acqua e dei composti organici che sappiamo essere essenziali per la vita come la conosciamo.
Alcune di queste sostanze hanno un’origine non chiara e potrebbero essere state portate sul pianeta tramite impatti con planetesimi ghiacciati rimasti nel Sistema Solare.
Una parte di queste sostanze potrebbe essere stata portata sul pianeta dagli impatti con planetesimi.
Titano, il cui aspetto attuale è caratterizzato dalle stesse proprietà, ci permetterebbe di spiegare le caratteristiche delle circostanze sulla terra primordiale che hanno dato origine alla vita, dal momento che sulla terra l’erosione ha cancellato i primi 500 milioni di anni di storia del nostro pianeta, ovvero proprio il momento cruciale in cui dovrebbe essere cominciata la vita.Titano ci fornisce una visione attuale delle condizioni dell’esperienza di miller uray.

Esaminando le sorgenti di h2, o, n2 e ch4, e supponendo, in modo abbastanza fondato, che siano le stesse su Terra e Titano, troviamo in effetti plausibile l’ipotesi di arricchimento tramide bombardamento da planetesimi.

L’atmosfera su Titano è fredda: si passa da 94 K all’equatore per raggiungere i 190 K sulla stratosfera, dove arrivano i raggi UV del Sole e le particelle accelerate del vento magnetico solare. Un’atmosfera di questo tipo produce naturalmente delle nubi, che sarebbero costituite da metano. I composti più pesanti che si formano precipitano e alimentano qui fiumi e quei bacini che la sonda Cassini ha rilevato sulla superficie.
Si ha quindi un cambiamento di fase dello stesso composto, principalmente il metano,triggerato dall’energia solare, cioè presente un vero e proprio ciclo idrologico attivo.

Il ruolo di uno smog organico è invece più interessante, infatti se il percorso di produzione di molecole organiche su Titano : fotolisi nell’atmosfera superiore, produzione di aerosol e precipitazioni sulla superficie - fosse stato seguito sulla terra, sarebbe stato un ottimo modo per portar composti prebiotici negli oceani terrestri.


Uno studio stringente in questo senso potrebbe essere quello di analizzare il rapporto isotopico di deuterio e idrogeno o dei vari composti in modo da poter verificare l’affinità con il pianeta Terra.
Per quanto riguarda la presenza di una chimica prebiotica nei bacini di metano liquido è indispensabile andare a studiare con i luoghi in cui questi processi dovrebbero avvenire, ed è già prevista una nuova missione NASA che lancerà un veicolo simile al lander con la capacità però di approdare sui laghi di metano liquido. I prossimi anni saranno quindi cruciali e potrebbero portarci a una nuova comprensione del concetto stesso di vita.

bLoG Di

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