UnDeR the StarRy Sky

una finestra sospesa tra le nuvole e le stelle

ho imparato

tra una ripetizione e l'altra mi affaccio alla finestra, un giorno sulla piazza affollata di gente, nella periferia ingiallita della città, un altro giorno sul parco del condominio, ritagliato tra i palazzi che mi separano dal mare.
E mi accorgo di non vedere alberi stinti, tesi nelle loro forme spoglie, di non sentire la pioggia o il vento, di non nascondermi dietro i vetri aspettando un raggio di sole.
Ma vedo ogni cosa e qualcos'altro, come una presenza sottesa, comune, come un flusso sanguigno sotterraneo che sale a riscaldarmi l'anima.
C'è la primavera.

Tremo leggermente realizzando come inverno e primavera, ossimori per eccellenza, convivano silenziosamente sotto il mio sguardo.

I bulbi dei giacinti hanno già bucato la terra e la loro cima si appesantisce ogni giorno, gonfiando i boccioli.





Il legno del glicine apre delle strette spaccature, e già si immaginano grappoli viola.

L'Iris bianco si è sollevato come una lancia di luce e la bocca di leone, invisibile fino a ieri, ha estratto una schiera di foglioline verdi.

Le bambine indossano vestiti a campana e ali colorate, e corrono come coriandoli tra un lato e l'altro della strada.

Il sole si allunga sull'orizzonte, resta sospeso prima di sparire qualche secondo in più, nostalgico.

E la sera puoi vedere gli stormi tornare alle cime degli alberi, e i primi giovani merli saltellare nell'erba verde di pioggia, percepire un profumo diverso dell'aria.

Eppure sarà inverno ancora per un mese.

Ma è questo che ho imparato.
Che nell'inverno più buio del cuore c'è già la primavera.

bLoG Di

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