Eccomi qui, a casa.
Le città di mare d'estate sono diverse.
Diverse dalle altre, diverse dal loro volto invernale.
L'aria è densa del profumo degli oleandri, il rumore delle onde si adagia piano tra i rumori di fondo.
Le persone hanno un'aria diversa. Sembrano in vacanza.
Le città di mare d'estate sono villeggiature dove la gente ancora lavora.
Tutti gli orari sono capovolti, si preferisce la sera alla mattina.
Ed è più facile trovare un negozio aperto alle 9 di sera che alle 10 del mattino.
Se manchi da un po' di senti quasi fuori luogo con la pelle bianca che non ha visto un raggio di sole e gli occhi asciutti di mare.
La luce abbagliante rende nitidi i contorni e sfocate le persone.
I colori brillano come per effetto di una saturazione fotografica.
Le palme verdi, i pini, le campanule.
E sullo sfondo il mare. Agitato come in questi giorni, che a tratti sembra vetro di bottiglia, a tratti è blu cobalto come i topazi, striato di spuma come uno strascico da sposa.
La mia città di mare. D'estate.
un attimo di respiro
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BloG in aGonIa
questo blog è in agonia, come me, boccheggia per il caldo, si stressa e rimpicciolisce.
Sta finendo nel dimenticatoio....ufff.
WoRkiNg 'n ProgreSs
esisto. sono ancora qui.
Incasinatissima.
Quando l'apnea sarà finita non vedo l'ora di riversare tutte le mie sensazioni sul blog... e magari anche qualche news scientifica :)
di tutto. un po'
Il blog giace un po' in disparte, mite osservatore nell'angolo della coscienza.
Troppe cose troppo importanti, in questo periodo.
Il mio conto alla rovescia scandisce gli esami.
Il mio tempo libero dedicato al linguaggio di programmazione di turno.
Ma non mancano momenti felici, festeggiamenti, incontri.
In questa pausa di un mese tante ricorrenze, il mio compleanno, il primo anno insieme, la pasqua, la festa della libertà...
E così mi sono ritagliata un weekend di spensieratezza, e sono andata a un'ora di auto da casa, nel paradiso.
Perchè il cilento è sempre nel mio cuore, con le sue colline brulle di terra gialla, le vette spigolose, i campi pettinati, la natura selvaggia, il mare senza confronto.
Siamo andati a Punta Licosa, subito dopo Maria di Castellabate, città ormai famosa per via di Benvenuti al sud.
C'ero già stata, ma ad agosto e sempre via mare.
Non sapevo che dietro il piccolo capo vi fosse un'insenatura, una baia spaziosa, regno incontrastato di pini marittimi e posidonia.
Una giornata meravigliosa profumata di mare, di pino, di maggese, di latte di bufala... di quell'eternità che esiste solo nella verità.
Ma pian piano si torna ai doveri, alle trasformate di fourier, ai cataloghi stellari.
Con più entusiasmo e fiducia di prima :)
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